"Bestia da stile" un testo non
testo. Un'opera teatrale che attraversando frantuma tutte le regole
e le forme di scrittura teatrale.
Una sorta di biografia, di testamento, dove lo stesso Pier Paolo
Pasolini, si schiera in prima linea, raccontando una storia e
rivelandosi in questa non storia abitata da un universo di morti,
che vide, nella primavera di Praga, la fine del Comunismo.
Non ci sono personaggi ma solo fantasmi, e la parola prende forma
solo attraverso i ricordi e la morte.
I versi sono vettori di parole, di un'intimità - i versi non possono
essere riprodotti, possono essere solo ripetuti a tutti coloro
che con la propria presenza celebrano il rito teatrale: attori
e spettatori.
La parola deve nascere, venire alla luce, e ogni volta deve essere
detta per la prima volta. L'ESSENZA.
La difficoltà di fare teatro, questo teatro, è sotto gli occhi
di tutti.
I versi, come ci suggerisce la parola stessa, devono andare verso
chi ascolta. Un teatro da ascoltare, forse qui c'è la formula.
Una pura confessione.
La regia è condivisa con i miei amici-attori. La regia è la comunione
necessaria alla ricerca. La regia è di tutti poiché in tutti noi
c'è questo mettersi nudi, per provare ad arrivare allo scheletro,
rinunciando agli orpelli, alle sovrastrutture.
Un teatro fuori dal sipario per provare ad essere condiviso assieme
agli ospiti che verranno ad ascoltarci. Un funerale della poesia,
che vede nella poesia stessa, e nella caverna dietro il sipario,
una possibilità di resurrezione. Quella resurrezione che non è
solo dello spirito, ma è nell'uomo e nel suo struggente esserci.
Sempre.
UNA MESSA laica - UN CONCERTO alla luce del giorno - Teatro non
teatro -Gli attori chiamati ad essere parola - piena. In una totale
nudità registica - Il concetto dell'attore/autore non è solo un
concetto, ma è un'idea di teatro.
Il testo di Pier Paolo Pasolini è un'opera d'arte che rompe ogni
regola e convenzione, ogni forma e stile, anzi è un viaggio negli
stili per trovare l'essenza, la nudità del corpo nella parola
stessa.
Un unico sguardo non è sufficiente per raccontare "Bestia da stile",
occorre che lo sguardo sia di tutti coloro che raccontano, poiché
solo così può avvenire una comunione culturale con gli spettatori.
A volte nell'ossessione di cercare, la paura di trovare il nulla
è tanta, ma proprio questa paura ci aiuta ad accettare la sconfitta,
poiché nella sconfitta non vi è la morte, la sconfitta è l' altra
possibilità. Ogni volta che c'è una sconfitta c'è una rinascita.
"Bestia da stile" ancora vita e poesia .
Ancora una rinascita, un nuovo incontro, un INNAMORAMENTO.
Un nuovo amore da vivere, da raccontare, da nutrire. Una nuova
strada da seguire, un pensiero, un'idea, un appunto…
Per un Inno al teatro di parola. SACRO - Rito - Poetico. Necessario
e difficile, il solo ad essere, come afferma lo stesso Pasolini,
teatro democratico.
Antonio Latella