Note di regia
"Sei Tu, sei Tu? Non rispondere, taci. E che potresti dire?
So troppo bene quel che puoi dire. Del resto, non hai il diritto
di aggiunger nulla a quello che Tu già dicesti una volta. Perché
sei venuto a disturbarci? Sei infatti venuto a disturbarci, lo
sai anche Tu. Ma sai che cosa succederà domani? Io non so chi
Tu sia, e non voglio sapere se Tu sia Lui o soltanto una Sua apparenza,
ma domani stesso io Ti condannerò e Ti farò ardere sul rogo, come
il peggiore degli eretici, e quello stesso popolo che oggi baciava
i Tuoi piedi si slancerà domani, a un mio cenno, ad attizzare
il Tuo rogo, lo sai? Sì, forse Tu lo sai"-
F. Dostoevskij
La "scimia" compie il miracolo. Scende dalla croce e s'incarna.
Animale piuttosto vivace, mette in atto una vera rivolta attorno
all'altare e ai due giovani preti. Scombina i sacri generi, crea
disordine. Disturba la fede delle due donne devote.
Lilla e Nena si sono imposte una vita di penitenza e preghiera:
mangiano l'ostia ogni giorno, si lavano con l'acqua benedetta
e fanno dir messa ogni volta che albeggia. Ma non perdonano il
loro animale. Ha peccato e deve morire.
Con la stupidità del suo corpo, la bassezza, con tutto il suo
essere mosso da impulsi e desideri, la "scimia" fa il verso a
Dio, rivestendo di sacralità quel simulacro. Padre Alessio lo
riconosce e con un'espressione ebete d'infinita compassione cade
ai suoi piedi, genuflesso. Nasce così uno scontro violentissimo
fra i due preti, un'appassionante disputa teologica in cui il
libero arbitrio impone inesorabile la condanna.
"La scimia" è una creatura di Dio, ed è un altro corpo preso
in prestito per raccontarci, da secoli, la stessa storia.
Emma Dante